Il regime forfettario prevede una soglia di ricavi o compensi pari a 85.000 euro.
Ma cosa succede se nel corso del 2026 tale limite viene superato?
Il superamento di 85.000 euro non comporta l’uscita immediata dal regime.
Se i ricavi rimangono entro 100.000 euro, il contribuente può continuare ad applicare il forfettario fino al 31 dicembre 2026.
Dal 1° gennaio 2027, invece, sarà necessario applicare il regime ordinario, salvo ulteriori cause di esclusione.
Diversa è la situazione in caso di superamento della soglia di 100.000 euro.
In questo caso, il regime forfettario cessa immediatamente nel corso dell’anno.
Il passaggio al regime ordinario comporta anche l’applicazione dell’IVA e dei relativi adempimenti, secondo le regole previste dalla normativa.
Per questo motivo è importante monitorare durante l’anno l’ammontare dei ricavi o compensi, soprattutto quando ci si avvicina alla soglia dei 100.000 euro.
Ad esempio, con ricavi pari a 82.000 euro si rimane nel forfettario.
Con 92.000 euro si resta nel regime per il 2026, ma si passa all’ordinario dal 2027.
Con 105.000 euro, invece, l’uscita dal forfettario avviene nel corso del 2026.
La verifica deve essere effettuata considerando correttamente i ricavi e compensi rilevanti ai fini fiscali e non semplicemente sommando le fatture emesse.
Occorre inoltre valutare le conseguenze sul piano IVA, contabile e contributivo.
Chi si trova vicino alle soglie dovrebbe quindi effettuare una simulazione preventiva, evitando di arrivare a fine anno senza aver verificato la propria posizione.
Se nel 2026 il tuo fatturato si sta avvicinando a 85.000 o 100.000 euro, una verifica tempestiva può evitare errori e consentire di programmare correttamente il passaggio al regime ordinario.
Lo Studio Boschiero è a disposizione per verificare la posizione fiscale e valutare le conseguenze del superamento delle soglie.
Affitti turistici: come difendersi dai controlli fiscali
/da Alberto BoschieroAffitti turistici: come prepararsi ai controlli del Fisco ed evitare contestazioni
Chi affitta un appartamento per brevi periodi deve prestare particolare attenzione alla corretta dichiarazione dei canoni. L’Agenzia delle Entrate può incrociare i dati degli ospiti comunicati tramite Alloggiati Web con le informazioni disponibili sui portali di prenotazione, per verificare se i redditi dichiarati corrispondono a quelli effettivamente percepiti.
Il rischio è che vengano contestati maggiori ricavi anche a chi ha regolarmente presentato la dichiarazione, qualora i calcoli dell’Ufficio evidenzino presunte differenze.
Quali errori può commettere il Fisco?
Il numero degli ospiti non corrisponde necessariamente al numero delle prenotazioni. Se una famiglia di quattro persone soggiorna nello stesso appartamento per una settimana, il proprietario percepisce normalmente un unico canone, non quattro distinti corrispettivi.
Anche le tariffe pubblicate online devono essere valutate con cautela: un prezzo esposto su un portale non coincide necessariamente con la somma incassata dal proprietario. Possono incidere sconti, promozioni, stagionalità e commissioni degli intermediari.
Infine, un appartamento in locazione turistica non è automaticamente confrontabile con un bed and breakfast o una struttura ricettiva che offre servizi aggiuntivi.
Cosa fare concretamente per tutelarsi
Per evitare difficoltà in caso di verifica, è consigliabile adottare alcune semplici precauzioni:
Questi documenti permettono di ricostruire in modo attendibile i redditi da locazione e di individuare eventuali errori nei calcoli effettuati dall’Amministrazione finanziaria.
Attenzione alle sanzioni
Una dichiarazione infedele può comportare il recupero delle maggiori imposte e l’applicazione di sanzioni.
Per le violazioni soggette alle disposizioni in vigore dal 1° settembre 2024, la sanzione ordinaria è generalmente pari al 70% della maggiore imposta dovuta. Per i redditi assoggettati a cedolare secca, la sanzione è raddoppiata e può raggiungere il 140% della maggiore imposta.
La misura applicabile deve essere verificata in base alla data della violazione e alle circostanze del caso concreto.
Hai ricevuto una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate?
Se ricevi uno schema d’atto o una richiesta di chiarimenti, non limitarti a contestare genericamente i calcoli. Verifica i dati utilizzati dall’Ufficio e prepara una risposta documentata, ricostruendo prenotazioni, canoni e incassi effettivi.
È importante intervenire tempestivamente: la mancata presentazione dei documenti richiesti può, in determinate condizioni, limitarne il successivo utilizzo in giudizio.
Lo Studio assiste i contribuenti nella verifica degli accertamenti fiscali relativi alle locazioni turistiche e nella predisposizione della documentazione necessaria per tutelare la propria posizione.
Regime forfettario 2026: cosa succede se supero 85.000 o 100.000 euro?
/da Alberto BoschieroIl regime forfettario prevede una soglia di ricavi o compensi pari a 85.000 euro.
Ma cosa succede se nel corso del 2026 tale limite viene superato?
Il superamento di 85.000 euro non comporta l’uscita immediata dal regime.
Se i ricavi rimangono entro 100.000 euro, il contribuente può continuare ad applicare il forfettario fino al 31 dicembre 2026.
Dal 1° gennaio 2027, invece, sarà necessario applicare il regime ordinario, salvo ulteriori cause di esclusione.
Diversa è la situazione in caso di superamento della soglia di 100.000 euro.
In questo caso, il regime forfettario cessa immediatamente nel corso dell’anno.
Il passaggio al regime ordinario comporta anche l’applicazione dell’IVA e dei relativi adempimenti, secondo le regole previste dalla normativa.
Per questo motivo è importante monitorare durante l’anno l’ammontare dei ricavi o compensi, soprattutto quando ci si avvicina alla soglia dei 100.000 euro.
Ad esempio, con ricavi pari a 82.000 euro si rimane nel forfettario.
Con 92.000 euro si resta nel regime per il 2026, ma si passa all’ordinario dal 2027.
Con 105.000 euro, invece, l’uscita dal forfettario avviene nel corso del 2026.
La verifica deve essere effettuata considerando correttamente i ricavi e compensi rilevanti ai fini fiscali e non semplicemente sommando le fatture emesse.
Occorre inoltre valutare le conseguenze sul piano IVA, contabile e contributivo.
Chi si trova vicino alle soglie dovrebbe quindi effettuare una simulazione preventiva, evitando di arrivare a fine anno senza aver verificato la propria posizione.
Se nel 2026 il tuo fatturato si sta avvicinando a 85.000 o 100.000 euro, una verifica tempestiva può evitare errori e consentire di programmare correttamente il passaggio al regime ordinario.
Lo Studio Boschiero è a disposizione per verificare la posizione fiscale e valutare le conseguenze del superamento delle soglie.
Affitti brevi 2026 – Le novità fiscali
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soprattutto tramite piattaforme digitali.
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Verifiche fiscali di Agenzia Entrate sul Superbonus 110%
/da Alberto BoschieroNegli ultimi anni il Superbonus è stato uno degli strumenti fiscali più discussi e, al contempo, più incisivi per il settore edilizio nazionale. Con la sua definitiva conclusione, si apre ora una fase diversa, contraddistinta da un rafforzamento dell’attività di controllo, destinata a interessare un numero elevato di famiglie e numerosi condomìni che avevano aderito all’incentivo facendo affidamento su un contesto normativo ritenuto stabile.
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Novità su Criptovalute 2025
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REGIME FORFETARIO 2025
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Plusvalenza Superbonus Prima Casa
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Bonus edilizi – blocco della cessione dei crediti e sconto in fattura
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In particolare, le disposizioni, volte alla tutela della finanza pubblica nel settore delle agevolazioni fiscali in materia di bonus edilizi,
aboliscono le ipotesi di opzione per la cessione del credito/sconto in fattura che residuavano dopo l’introduzione del DL n.
11/2023 (cd. decreto “blocca cessioni”).
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Concordato preventivo biennale
/da Alberto BoschieroCon la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 43 del 21 febbraio 2024 del Decreto Legislativo 12 febbraio 2024, n. 13 recante
“Disposizioni in materia di accertamento tributario e di concordato preventivo biennale”, il legislatore mette in moto la nuova disciplina ai fini fiscali Continua a leggere
Rottamazione quater al via
/da Alberto BoschieroLa Legge di Bilancio 2023 introduce la nuova “Rottamazione Quater” la quale si applica ai carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022, anche se già oggetto di precedenti misure agevolative.
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